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    L’uomo del titanio

    Castiglion Fiorentino si trova in collina e qui, immersa nel paesaggio toscano, affacciata nella valle di Chio, ha sede la Crisp Titanium, azienda specializzata nella realizzazione di telai per bici da strada interamente in titanio. Percorriamo l’ingresso che ci porta alla casa del titolare, che è anche la sede del suo laboratorio. Qui, immerso nel verde, circondato da olivi e con vista sul paese medievale, ci accoglie Mark Crisp con un grande sorriso e un simpatico accento americano; si, perché Mark è di Houston, la città texana famosa per la musica, la NASA, il petrolio e le industrie aeronautiche. Ma non è a causa dell’industria aerospaziale che Mark a deciso di realizzare telai in titanio bensì alla passione per il ciclismo e per i materiali innovativi che lo hanno sempre incuriosito, fin dai suoi studi di architettura alla Texas A&M University di Austin.

    Il suo primo incontro con l’Italia è avvenuto nel 1990 quando, da studente universitario, trascorse un breve periodo presso il collegio Santa Chiara, sede toscana della Texas A&M; d’altra parte se studi architettura un viaggio in Italia è assolutamente propedeutico.

    Una volta laureato architetto ha ripercorso l’Atlantico in senso inverso ed è tornato in toscana:

    avevo due passioni nella mia vita: l’arte e la bicicletta. Dopo aver gareggiato con buoni risultati in America avevo voglia di correre in un paese come l’Italia dove il ciclismo è uno sport che entusiasma tanta gente.

    Purtroppo un brutto incidente funesta la sua carriera così nel 1994 torna negli Sati Uniti e fa la scelta che cambierà la sua vita. Si trasferisce a Jackson nel Mississippi e inizia a lavorare nel laboratorio di uno scultore, qui impara a saldare e a lavorare i metalli. Ma l’amore per l’Italia è troppo forte così nel 1997 riattraversa di nuovo l’Oceano e prende casa a Castiglioni.

    Trova lavoro per una ditta di Laterina che realizza negozi per firme importanti seguendo i lavori di preparazione e montaggio in tutto il mondo:

    a quel tempo non avevo ancora la patente e così tutti i giorni andavo a Laterina in bicicletta. Partivo la mattina alle sei e tornavo la sera tardi; circa ottanta chilometri al giorno per cinque giorni la settimana, un ottimo allenamento

    ci dice ridendo.

    Poi nel 2001 la svolta; nel settembre di quell’anno Mark si trova a New York, proprio nel giorno dell’attacco alle torri gemelle;

    …tutti i voli furono sospesi e rimasi bloccato in città. Fu allora che ebbi una sorta d’illuminazione, salii su un autobus della Greyhound e andai in Oregon all’United Bicycle Institute di Ashland e mi iscrissi ad un corso per la preparazione dei telai in titanio.

    Poco dopo torna in Italia e nel 2004 fonda la Crisp Titanium.

    Ci racconta che la scelta del titanio è stata una decisione maturata lentamente. Fino al 2001 costruiva telai per biciclette in acciaio, era il suo hobby, poi all’inizio del 2000 qualcosa è cambiato:

    nell’azienda dove lavoravo hanno iniziato ad usare metalli speciali ed è stato allora che mi sono innamorato del titanio.

    Ma nonostante tutto l’inizio non è stato facile: burocrazia, costi iniziali, lungaggini.

    Inizialmente ho avuto una clientela locale, poi il mercato si è allargato e adesso ricevo ordinazioni da tutto il mondo.

    il laboratorio di Mark non è in una zona industriale dentro un capannone anonimo. Si trova a mezza collina: sulla destra Castiglion Fiorentino ed in lontananza la mole del castello di Montecchio, intorno gli olivi che degradano dolcemente verso la Val di Chio.

    Crisp ha molteplici significati in inglese tra cui freddo, preciso ed è cosi che deve essere nel suo lavoro. Realizzando telai su misura deve essere freddo e preciso al cento percento, non può permettersi errori.

    Però per lui vivere in Toscana ha significato qualcosa in più:

    Quando qualche mio cliente, in particolare quelli stranieri, vengono a trovarmi la prima cosa che guardano non sono i telai ma il panorama. Il primo impatto è quello, la Toscana nel mondo rappresenta un valore aggiunto per ogni prodotto, non solo per l’olio o il vino, ogni cosa assorbe quanto di buono e di grande questa terra ha prodotto. Quando giro per le fiere a Padova, a Londra in Germania qualche mio concorrente mi guarda invidioso perché vivo in Toscana. Li capisco, è tutta un’altra cosa lavorare qui rispetto alle aree industriali del nord piene di nebbia e umidità. Anch’io quando mi sveglio al mattino mi dico spesso che sono stato fortunato a capitare qui.

    aprile 21, 2016
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    Luciano Berruti: il numero uno dell’Eroica

    Tutti conoscono Luciano Berruti, un ciclista non convenzionale.

    Simbolo della manifestazione cicloturistica “L’Eroica”, testimonial della Etoile d’ Argent, una associazione benefica che raccoglie fondi per combattere la distonia, fondatore del museo della bicicletta di Cosseria (SV).

    Candido Cannavò lo definì amichevolmente un vecchietto dalla lingua sciolta, con una passione innata per tutto quello che è ciclismo e soprattutto per tutto quello che è ciclismo storico.

    La sua bici è una Peugeot del 1906, molto lontana dai modelli moderni in fibra di carbonio o in titanio, e il suo peso è più vicino a quello di un cancello, che a quello di una bici.

    Questo però non gli ha impedito di scalare tutte le maggiori salite del giro d’Italia o di percorrere in solitaria la Parigi-Roubaix.

    Nei giorni che abbiamo trascorso con lui, il telefono ha squillato continuamente, tutti cercano Luciano per opinioni riguardanti biciclette d’epoca, consigli tecnici, e valutazioni su mezzi storici anche molto rari. Si è sempre dimostrato disponibile con tutti e lo abbiamo potuto riscontrare di persona.

    La sua curiosità e intraprendenza fanno di lui uno spirito giovane, attivo, non solo fisicamente ma anche mentalmente; durante la sessione fotografica non faceva altro che mostrarci le sue collezioni di foto d’epoca legate alle due ruote, i vecchi giornali con i successi dei campioni del passato, in particolare Gino Bartali per il quale ha una grande ammirazione. Durante la visita al museo della bicicletta ci mostra una bacheca contenente cimeli storici legati alla vita del campione toscano:

    vedete questi documenti, Bartali li trasportava in una pompa per tubolari appositamente modificata.

    Grazie a questo sistema Bartali, fingendo di allenarsi per il giro d’Italia salvò la vita a centinaia di ebrei fornendo loro nuove identità ed impedendone la deportazione nei campi di concentramento.

    All’interno del suo garage, insieme a molti telai smontati e parti di ricambio, ci ha mostrato il suo orgoglio: la riproduzione di un’officina storica per le due ruote con all’interno molti strumenti ormai scomparsi dal mondo del ciclismo come un curioso attrezzo per la riparazione di cerchi in legno.

    Tutti conoscono Luciano Berruti, per lo meno chi è appassionato di ciclismo. Tutti hanno visto la sua faccia sui manifesti e pubblicazioni legate all’Eroica; è un uomo d’altri tempi e noi l’abbiamo voluto fotografare con una tecnica d’altri tempi.

    aprile 14, 2016
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    La giostra ecologica a pedali di Fulvio

    Nel nostro peregrinare alla ricerca di nuovi progetti siamo imbattuti in un personaggio singolare, Fulvio Fino.

    Fulvio fa parte di quelle persone che hanno scelto di vivere la vita ad una velocità differente; dopo un passato da assicuratore ha deciso di lasciare tutto e cambiare vita. Naturalmente non sono mancate le critiche per un salto nel vuoto come questo <<…a me sembra una cazzata…>> fu il commento del padre quando gli dichiarò di voler compiere questo passo.

    Questo non gli ha impedito di andare avanti e realizzare il suo progetto: una giostra ecologica, costruita interamente con materiali di recupero ed azionate dalla forza delle sue gambe, ad impatto zero.

    Lo abbiamo visto in azione, tutti i bambini si divertono sulla giostra che, senza luci e suoni, mantiene inalterata l’armonia della piazza di Campo nell’Elba; gli unici suoni le voci dei bambini che ridono e si divertono.

    aprile 08, 2016
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    Tale madre, tale figlia

    Inizia il nuovo progetto fotografico che ha come protagonisti gli attori che parteciperanno alla stagione 2015/2016 del Teatro Comunale Mario Spina di Castiglion Fiorentino.

    Grazie alla collaborazione e disponibilità di Officina della Cultura abbiamo avuto l’opportunità di fotografare, con la tecnica del collodio umido (Wet Plate Collodion), gli attori che si esibiranno nel teatro castiglionese. Abbiamo iniziato il progetto con i ritratti di Amanda Sandrelli ed Elena Ferri le protagoniste dello spettacolo teatrale “Tale madre, tale figlia” che si è tenuto giovedì 5 novembre 2015 presso il Teatro Comunale Mario Spina di Castiglion Fiorentino.

    dicembre 21, 2015
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    La botanica del diciassettesimo secolo

    In questo articolo vi presentiamo alcune foto di still life di un libro un po’ particolare. Grazie alla gentile concessione di Carlo Morello, esperto di libri antichi, abbiamo avuto l’opportunità di fotografare un erbario tedesco del 1600. Essendo stato redatto nel XVII secolo le didascalie delle piante non presentano il nome scientifico moderno dato che il libro è prelinneano, vale a dire antecedente a Linneo (23 maggio 1707, 10 gennaio 1778) il padre della moderna classificazione scientifica degli organismi viventi.

    L’autore del testo in questione è Jacobus Theodorus (Jakob Dietrich), chiamato Tabernaemontanus (1525, 1590); è stato un medico, botanico ed erborista, il padre della botanica tedesca.

    marzo 20, 2015
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    Grande formato, grande soggetto

    L’inaugurazione della nuova macchina formato 30X40 non poteva avvenire diversamente, con il nostro modello preferito. Un grazie a Roberto che con la sua immobilità statuaria ci ha permesso di ottenere questa bellissima immagine.

    marzo 14, 2015